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Come faremo senza i dazi di Trump…. Agenda per Stati Uniti d’Europa

Articolo · Vincenzo Donvito Maxia ·

Ora (“domani è un altro giorno, si vedrà”... la miglior frase del contesto) che non abbiamo più i dazi di Trump, come faremo noi consumatori, imprenditori e politici? Ammesso e non concesso che chi ha pagato possa essere rimborsato, rimane il dubbio che tutto quello che abbiamo fatto nei mesi scorsi, nonché quello di nuovo che il Tycoon cercherà di imporre, sia un girare a vuoto per inimicarsi il meno possibile (o continuare a ingraziarsi, dipende dai punti di vista), il Signore di Washington / Mar-a-Lago. 

Possiamo comprendere diversi consumatori che non saprebbero fare a meno di un qualche tipo di “made in Usa”, così come alcuni imprenditori che, per esempio, avrebbero problemi per vendere le proprie bottiglie di vino a 200 euro sul mercato americano, così come non pochi politici che dovrebbero riconsiderare le proprie funzioni di presunti pontieri o di odiatori degli yankee.

Una “aspirina” a portata di mano ce l’abbiamo, l’Unione Europea. Pur se, anch’essa, presa alla sprovvista dal verdetto della Corte Suprema Usa che ha bloccato i dazi, sta girando a vuoto “chiedendo” certezze ai loro colleghi Oltre Oceano. Forse sarebbe il caso di prendere “la palla al balzo” e invece di aspettare… decidere, imporre e rafforzarsi per le prossime inevitabili paturnie di cui saremo oggetto. Si lo sappiamo, è difficile, ché ora ci sono anche Orban e Fico che stanno cercando di far saltare il muro ucraino dei 90 miliardi per pararci dall’invasione di Putin… ma… se non ora quando? Certo potremmo fare come i Democratici Usa che dicono di aspettare che  fra un po’ Trump non ci sarà più, ma le nostre storie (popolari, liberaldemocratici, verdi, socialisti) hanno sempre fatto tesoro di metodi diversi.

La sfida è che ognuno guardi a se stesso e comprenda che è finita l'attesa dei vassalli. Il giorno dopo la fine delle Olimpiadi invernali che ha visto il trionfo degli atleti dell’Ue… ne abbiamo di cose da dire e da fare.

Noi siamo cittadini che, ben che vada, riescono a parlare ai consumatori… e ci impegniamo a farlo con più tenacia e precisione.
Imprenditori e politici… toc toc… ci siete?

ps
stiamo parlando:
- in termini di principi: assetto istituzionale europeo federalista; libera economia che non faccia agli altri quel che non gradisce sia fatto a se stesso… leggi: dazi); politica che non guardi solo le proprie mutande ma organizzi il futuro.
- in termini pratici: assemblea costituente federalista (dopo che ci liberiamo di alcune zavorre illiberali e le sostituiamo coi tanti che bussano alle nostre porte); un mercato di 450 milioni di consumatori è in grado di imporre le decisioni (anche agli Usa) e aprirsi ai tanti altri mercati che devono essere invogliati ad usarci e farsi usare (Cina, Mercosur, Ceta, Africa, resto dell’Oriente, Oceania); sui politici… è proprio difficile dire qualcosa di pratico… ma quei - al momento - pochi che potrebbero considerare questa “agenda”, non si può escludere che divengano una sorta di riferimento, anche perché - siccome “pecunia non olet” - gli altri che alternative avrebbero?


Qui il video sul canale YouTube di Aduc
 
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