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Una ronda non fa primavera. I futuristi e il Comune di Firenze

Articolo · Stefano Fabbri ·

Linea della tramvia Scandicci-Firenze. Effetto notte. Ciak, si gira. Per «documentare in diretta social», spiegheranno poi gli esponenti vannacciani dii Futuro Nazionale, ciò che ogni fiorentino sa. E cioè che l’area della Stazione Santa Maria Novella (ma non solo quella) è dove il problema della sicurezza è più acuto. Il video postato sui social dura pochi secondi, giusto il tempo di esprimere anche una valutazione di tipo etnico: «Pare di essere in Congo…», come ha notato in diretta l’improvvisato videomaker alla testa del drappello. Una ronda, dunque. In piena regola. Nonostante alle critiche subito mosse all’iniziativa, prima da parte di Sinistra progetto comune poi dalla stessa sindaca Sara Funaro e da altri esponenti del centrosinistra, i Futuristi abbiano risposto che si trattava di un’iniziativa politica di documentazione, nonostante il regista-speaker del video in diretta abbia parlato di «presidio di sicurezza». Insomma, inutile nascondersi dietro ad un dito. Quella di mercoledì sera è stata una vera e propria ronda, davanti alla quale stavano «scappando un po’ tutti». Quindi, chiosa il coordinatore regionale di Fn Tommaso Villa mentre sullo sfondo si vedono persone che si allontanano, «vuol dire che qualcosa nascondevano». Attenti, dunque, se la sera vi affrettate per raggiungere la fermata del tram mentre passa il presidio-di-sicurezza-per-la-documentazione. Fin qui la scarna cronaca del video e del suo strascico di polemiche che qualche riflessione la suggeriscono. La prima: ai sostenitori del movimento di Vannacci evidentemente piace magari non vincere, ma almeno giocare facile.


La questione sicurezza, più nota a chi vive a Firenze di quanto possano essi pensare, ha ormai più bisogno di soluzioni che di denunce. Ed è un affare molto serio. Difficile immaginare che possa essere risolto con passeggiate estemporanee e videoregistrate. Casomai un deterrente potrebbe essere la presenza costante di residenti, soprattutto nel centro storico dove sono in via di estinzione, per la ricostruzione di un tessuto sociale in cui spaccio e altre attività illegali non trovino margini per proliferare. La seconda: che non si parlava di ronde — per quanto lessicalmente mascherate — era da un bel pezzo. La pratica è stata nel frattempo abbandonata anche dai suoi ideatori, allocati in origine nell’area politica leghista, una volta superata ormai la fase della denuncia. Il fatto che quella bandiera sia ora di nuovo impugnata nelle identiche modalità non fa ben sperare nella novità che Futuro nazionale vorrebbe incarnare, che si sia d’accordo o meno con le sue idee. La terza: se c’è spazio per queste iniziative, magari anche applaudite da una parte della città, significa che si è di fronte a un problema che esiste e che non si è neanche cominciato a risolvere, tantomeno con le dispute su a chi tocca farsene carico e con le reciproche critiche tra i supporters del governo centrale e quelli della giunta comunale, soprattutto sulle risorse che servono e che mancano. Ma a questo proposito è comprensibile il commento della sindaca Funaro quando rileva che la serata «dimostrativa» ha tenuto occupate le già poche forze dell’ordine nell’accompagnamento dei rondisti, così costrette a vigilare anche sui vigilatori e magari — visto che non dovrebbero avere bisogno di consigli su come e dove intervenire — distogliendole dal controllo effettivo della città. Perché una ronda non fa primavera. E neanche due o tre.

 

(articolo pubblicato su Corriere fiorentino - Corriere della Sera del 03/04/2026)

 

 

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