Nel 2012 si sono registrati in Italia 20.764 matrimoni tra un coniuge italiano e uno straniero. I matrimoni 'misti' rappresentano il 10,0% del totale dei matrimoni celebrati in Italia. A livello territoriale, la distribuzione dei matrimoni con coniuge straniero rispecchia la distribuzione della popolazione straniera: ai primi posti ci sono Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto. Se pero' si osserva l'incidenza percentuale sul totale dei matrimoni, la prima regione risulta l'Emilia-Romagna (15,2%), seguita da Liguria (14,6%) e Umbria (14,5%). Emerge da una ricerca della Fondazione Moressa. Negli ultimi 10 anni si registra un trend altalenante per quanto riguarda i matrimoni 'misti': se il livello massimo si e' registrato nel 2008, successivamente si e' visto un calo culminato con il picco piu' basso nel 2010. Negli ultimi due anni il fenomeno ha cominciato a risalire, tornando nel 2012 sopra quota 20 mila, in termini assoluti. Il fenomeno va pero' rapportato al trend dei matrimoni fra coniugi italiani, che negli ultimi 10 anni sono diminuiti del 25,4%. Considerando quindi i matrimoni ''misti'' rispetto al totale dei matrimoni, nel 2012 l'incidenza % e' tornata a toccare il livello massimo del 2008, vale a dire il 10,0%.
Per quanto riguarda la nazionalita', si osserva una certa frammentazione, dato che solo una nazionalita' (quella Rumena) supera il 10%. Dopo la Romania (14,5%), i paesi piu' rappresentati sono Ucraina (8,6%) e Brasile (6,2%). La maggioranza delle coppie 'miste' e' composta da marito italiano e moglie straniera (78,7%). La differenza di genere diventa rilevante per quanto riguarda le nazionalita' piu' rappresentative. Per quanto riguarda i matrimoni con moglie straniera, si ha una prevalenza di donne provenienti dall'est-Europa: Romania, Ucraina, Russia e Polonia fra le prime 5. Per quanto riguarda i mariti stranieri, invece, prevalgono i paesi mediterranei: fra le prime 5 nazionalita' registriamo Marocco, Albania, Tunisia ed Egitto. Osservando il dato dei matrimoni fra cittadini stranieri della stessa nazionalita', possiamo avere qualche informazione sui comportamenti delle diverse comunita'. Escludendo la Romania, prima in entrambe le graduatorie (a causa della forte presenza in Italia), spiccano ai primi posti i Cinesi (13,6% dei matrimoni tra stranieri connazionali) e i Nigeriani (12,1%). Questo denota una scarsa propensione da parte di queste comunita' a sposarsi con cittadini italiani, preferendo invece le unioni fra connazionali.
"I matrimoni cosiddetti 'misti' costituiscono un elemento di vivacita' sociale nel particolare momento storico che attraversa il nostro Paese - osservano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa - A livello nazionale il 10,0% dei matrimoni e' celebrato fra un coniuge italiano e uno straniero, e in tutte le regioni del Centro-Nord la percentuale supera la media nazionale". "Questo elemento costituisce certamente un fattore di integrazione, confermando l'idea che gli immigrati si stabilizzino sempre di piu' nel nostro Paese - proseguono - Inoltre, dato il calo dei matrimoni delle coppie italiane, l'apporto degli immigrati si rivela fondamentale per la costituzione delle nuove famiglie. Alcune comunita', come quella cinese e quella nigeriana, rimangono invece piu' chiuse, preferendo i matrimoni fra connazionali".
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