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Immigrazione. Ministro Moavero: porteremo il problema a vertice Ue

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Passare subito dalle parole di solidarietà ad azioni "concrete" e portare la questione al prossimo vertice Ue per verificare la reale volontà politica dei leader europei ad agire insieme: questi, secondo il ministro per gli Affari europei Enzo Moavero, i punti cardine della strategia da seguire per ottenere un vero cambio di passo della politica europea sull'immigrazione. In un'intervista all'ANSA, il ministro ha sottolineato che "la tragedia di Lampedusa impone all'Unione di compiere, senza indugi, un netto salto di qualità nella propria azione" mettendo in campo decisioni "innovative" e "operative". Da domani a Strasburgo l'ultima ecatombe di migranti e l'emergenza immigrazione saranno tra i temi al centro della riunione plenaria dell'Europarlamento che si aprirà con un minuto di silenzio in memoria delle vittime di Lampedusa. Martedì a occuparsene, su richiesta italiana, sarà poi il Consiglio dei ministri degli affari interni Ue a cui parteciperà Angelino Alfano e mercoledì il presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso si recherà sull'isola. Ma andando al di là della retorica, quanto sta accadendo nel Mediterraneo, secondo Moavero, deve anche essere l'occasione per riflettere sull'"ingiustificata asimmetria" venutasi a creare tra come, in sede Ue, sono stati affrontati gli aspetti economici della crisi rispetto al trattamento riservato finora a quelli di questa grande emergenza umanitaria che comunque ha, almeno in parte, la stessa origine. Un'asimmetria che ha fatto sì che "le complesse questioni poste dalle grandi migrazioni verso l'Europa - ha detto ancora il ministro - siano ancora affrontate in maniera disorganica, con una frammentazione di competenze fra Stati e Ue, con risorse finanziarie limitate, con norme e politiche comuni tuttora palesemente inadeguate". I Paesi del Nord Europa - tranne rare eccezioni, come nel caso del Belgio - sono però da sempre molto freddi davanti alla richiesta di fare dell'immigrazione una vera politica 'comune'. Un approccio che invece il responsabile degli Affari europei ritiene "imprescindibile" perché si è davanti a una problematica di "rilevanza europea, non nazionale". E' quindi "urgente" impostare un'azione comunitaria "ben articolata", a partire da "un'incisiva discussione già al Consiglio Affari Interni" e arrivando a coinvolgere tutte le altre parti interessate a una tematica che ha una caratteristica "multidisciplinare". In questa prospettiva, per Moavero, il Consiglio Europeo che si terrà il 24 e 25 ottobre "può rappresentare un'importante occasione per una riflessione fra i leader dei Paesi dell'Unione, che ne verifichi e ne determini la convergenza operativa". Un vertice che potrebbe anche dare un impulso decisivo alla Commissione Ue, ha concluso il ministro, affinché presenti "in tempi rapidi" al Parlamento e al Consiglio le proposte legislative necessarie "a un nuovo approccio comune, finalmente efficace e convincente".
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