
Le leggi italiane sull'immigrazione rappresentano "un rischio reale di criminalizzazione delle vittime non identificate della tratta di esseri umani". E' una delle preoccupazioni espresse dalla relatrice speciale dell'Onu sulla tratta di esseri umani,
Joy Ngozi Ezeilo, presentando oggi alla stampa le conclusioni preliminari della visita condotta nel Paese dal 12 settembre scorso. Una politica che "dà priorità alla sicurezza delle frontiere, senza un'adeguata attenzione agli obblighi internazionali dell'Italia di rispetto dei diritti umani, si rivela un modo inefficace e insostenibile per contrastare questo orribile fenomeno della tratta delle persone, soprattutto di donne e bambini", ha sottolineato. Leggi particolarmente restrittive sull'immigrazione, ha aggiunto, hanno aggravato la situazione delle vittime, costrette a pagare di più i loro trafficanti. Ezeilo ha inoltre rilevato come i Centri di identificazione ed espulsione (Cie) presenti nel Paese siano "diventati delle prigioni per migranti irregolari le cui condizioni di detenzione sono rese più dure da carenti condizioni sanitarie, ambiente duro e scarsa assistenza". Per contrastare il fenomeno ed evitare che le persone finiscano vittime dei trafficanti, l'Italia dovrebbe quindi rafforzare "rapporti di partenariato con i paesi di origine", siglando accordi bilaterali che prevedano scambi di informazioni, reciproca assistenza legale e di indagine e misure per affrontare le cause profonde del fenomeno.