La tratta degli esseri umani e' in aumento verso i paesi europei, e l'unica via per non lasciar cadere nell'illegalita' i rifugiati e' legalizzarne l'ingresso gia' dalla partenza, non dopo l'arrivo e chissa' quanto tempo dopo: "un po' il senso della proposta di legalizzare le droghe leggere". E' l'immagine che sceglie Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati, a chi gli chiede quale sia la soluzione da adottare per gestire il flusso sempre maggiore di uomini e donne in fuga da zone in guerra come Siria, Etiopia e Somalia, e che regolarmente cadono nella rete dei trafficanti di esseri umani. "Abbiamo gia' abbastanza regole penali per questo, e l'inasprimento non e' la via da intraprendere -dice Hein, a margine di una tavola rotonda dedicata alla tratta, organizzato dalle onlus che si occupano dei diritti umani tra cui il Cir-. Finche' non si crea uno 'spazio di legalita'' per i richiedenti asilo, resteranno sempre nell'ambito dell'illegalita', e saranno preda dei mercanti di umani". Un mercato, sottolinea Hein, ultimamente in crescita, e che va differenziato dagli ingressi nei paesi 'ricchi' per motivi economici: "sta cambiando la composizione degli ingressi nei paesi europei, passando dalla semplice immigrazione economica alla tratta a fini di sfruttamento sessuale o di lavoro forzato". Aumentano anche i casi di abusi sulle donne che tentano di raggiungere la sponda europea del Mediterraneo: "si calcola (dice Hein- che la meta' delle donne abbia subito abusi sessuali, spesso per potersi pagare il viaggio in mancanza di soldi: e infatti molte delle migranti arrivano qui incinte o con neonati".
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