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La nota politica
PIL fermo. Italia ferma. Europa generosa ma lontana e incerta
Stime Istat fanno sapere che il PIL del terzo trimestre 2025 è rimasto stabile, mentre la stima annuale è di +0,5%. La “salute” economica e la capacità di produrre ricchezza (PIL, prodotto Interno Lordo), sono ferme, nonostante l’Italia abbia necessità di un forte incremento per superare i molti gap che la affliggono, primi fra tutti: produzione industriale, potere d’acquisto dei consumatori, abitazioni, disoccupazione giovanile, decremento demografico,
Questo mentre il progetto di legge di bilancio e il ddl Concorrenza stanno per essere varati e dove, al momento, è tutto così incerto, vago e contraddittorio. Con maggioranze e minoranze parlamentari, importanti per l’approvazione dei provvedimenti e per le proposte di alternativa, sembrano più che altro dedite ad insultarsi fra loro (anche all’interno delle stesse coalizioni) che non a capire, studiare ed elaborare le necessarie politiche.
Per esempio: siamo contenti (per loro) che l’attuale governo sia tra i più longevi della nostra storia, e ci viene ripetuto spesso, ma questo di per sé non premia consumatori, produttori e lavoratori. Dà piuttosto l’impressione di un forte collante di potere (per chi governa e chi fa opposizione), ma da qui a politiche che affrontino e indichino soluzioni, ce ne vuole. Si pensi al “problema” dilaniante degli extraprofitti bancari, delle non-liberalizzazioni e della politica europea ed estera nella maggioranza. Dove, per questi ultimi due “problemi”, nel Governo vanno di pari passo con l’opposizione. Il bene del Paese sembra secondario rispetto agli equilibri delle coalizioni… il potere, cioé!
Comunque, mentre il PIL della Germania, sempre per l’ultimo trimestre 2025 è anch’esso fermo, e quello della Francia è (inaspettatamente) in crescita dello 0,5%, essendo questi due Paesi i nostri maggiori partner europei, ciò vuol dire che le politiche europee non sono sufficienti e ugualmente fruibili. Ricordando che se non ci fosse il PNRR (ammesso che in Italia si arrivi ad utilizzarlo tutto) saremmo disperati.
Stagnazione italiana e incertezza europea. Dove - lato scelte politiche - non se ne esce se quando viene in visita in Italia il massimo esponente dell’Ue che vorrebbe distruggere la stessa Unione (il capo del governo ungherese), si fa a gara a chi dà a Orban più pacche sulle spalle. Oppure se alle altalene di Trump - Italia ed Europa - si rimane in attesa della prossima, piuttosto che intraprendere propri e nuovi percorsi economici, politici e militari.
Il campanello del PIL potrebbe servire a mettere il Paese e l’Europa al primo posto. Per l’appunto: potrebbe…
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