Il PPE e i gruppi di estrema destra hanno festeggiato ieri l’approvazione della posizione del Parlamento europeo sul nuovo regolamento rimpatri con una larga maggioranza: 389 deputati hanno votato a favore, 206 contro e 32 si sono astenuti su questo provvedimento che istituzionalizza nell’Ue alcuni metodi usati dall’Amministrazione Trump nella politica migratoria, compresa la creazione di centri di deportazione in paesi terzi per migranti illegali (ufficialmente sono chiamati “return hubs”). All’alleanza tra il PPE e l’estrema destra, si sono uniti anche 12 deputati del gruppo liberale di Renew e 7 di quello socialista.
“Questo è un vero punto di svolta”, ha detto l’europarlamentare del PPE, François-Xavier Bellamy, che ha manovrato per coordinare la posizione del suo gruppo con quella dell’estrema destra.
“L’era delle deportazioni è iniziata”, ha detto l’europarlamentare del gruppo sovranista ECR, Charlie Weimers.
L’approvazione segna “una tendenza crescente verso politiche migratorie sempre più dannose, escludenti e draconiane, con preoccupanti ripercussioni sul giusto processo e sull’elaborazione di politiche basate su dati concreti”, ha denunciato Amnesty International.
Poco importa. I negoziati del trilogo tra il Parlamento e il Consiglio sono già iniziati ieri, subito dopo il voto, e si concluderanno prima della fine di giugno.
(Il mattinale europeo)